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Prove d’urto sui manichini. Guarda il video.

di Francesco Mazzone - ACI

Solo il 64% degli automobilisti allaccia le cinture di sicurezza, soprattutto in città dove avvengono tre incidenti su quattro. Come evidenzia uno studio dell’Istituto Superiore della Sanità, l’utilizzo delle cinture è difforme sul territorio: al Nord il 77,5% degli automobilisti le usa correttamente, mentre la percentuale scende al 66,5% al Centro e addirittura al 44,9% nel Mezzogiorno.

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Le campagne di sensibilizzazione funzionano (l’uso delle cinture è aumentato del 35% negli ultimi dieci anni), ma c’è ancora tanto da fare perché un italiano su tre sfida quotidianamente la legge e il buon senso viaggiando senza cinture.
Tu credi che 30 km/h siano una piccola velocità.

Guarda il video delle prove che ACI e l’Automobile Club tedesco ADAC e forse cambierai idea.
Il video evidenzia l’utilità delle cinture in caso di incidente, comparando gli esiti di un urto frontale a 64 km/h con e senza cinture di sicurezza su un’auto con il massimo punteggio di “cinque stelle” nella protezione dei passeggeri. Guarda il video.

Il test ha mostrato come gli occupanti dei sedili anteriori che viaggiano correttamente ancorati corrano un rischio estremamente modesto, mentre chi non usa le cinture – pur in presenza di airbag – riporta lesioni gravissime: ginocchia e gambe colpiscono lo sterzo e il cruscotto, quest’ultimo con una tale forza da deformarlo, mentre le teste dei passeggeri si scontrano violentemente tra loro. Dopo l’urto, il conducente rimane incastrato nella pedaliera con le gambe piegate, riportando ferite al torace e alla testa. Anche gli arti inferiori dei passeggeri subiscono traumi e lesioni fino al bacino.
Lo studio è inoltre accompagnato dai risultati di un crash test effettuato dall’ADAC a soli 30 km/h, che dimostra la gravità delle lesioni subite dagli occupanti non cinturati, anche a velocità ridotte. Il test mostra come, oltretutto, a velocità ridotte esista il rischio che gli arbag non vengano attivati, peggiorando ulteriormente gli effetti dell’urto.

Leggi ulteriori dettagli sullo studio.

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